Cos'e una dieta di eliminazione?

E uno strumento che consiste nel rimuovere temporaneamente alcuni alimenti sospettati di causare sintomi, per poi reintrodurli e verificare la relazione con i disturbi.

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La dieta di eliminazione, chiamata anche dieta di esclusione, e uno strumento usato per capire se determinati alimenti sono responsabili di sintomi. Questa pagina spiega come funziona, a cosa serve e perche va sempre fatta sotto controllo medico.

Una premessa e necessaria. La dieta di eliminazione e uno strumento diagnostico, non una terapia ne una dieta da seguire indefinitamente. Il suo valore sta nel metodo con cui viene condotta: una eliminazione fatta a caso non solo e inutile, ma puo essere fuorviante e dannosa.

Cos’e una dieta di eliminazione

Una dieta di eliminazione consiste nel rimuovere temporaneamente dall’alimentazione uno o piu alimenti sospettati di causare sintomi, per poi osservare se i disturbi migliorano. Successivamente gli alimenti vengono reintrodotti per verificare se i sintomi ricompaiono.

L’idea di fondo e semplice: se i sintomi migliorano durante l’eliminazione e ricompaiono con la reintroduzione, in modo coerente e ripetibile, si raccoglie un indizio utile sul ruolo di quell’alimento.

Le due fasi essenziali

Una dieta di eliminazione ben fatta ha sempre due fasi. La fase di eliminazione, in cui l’alimento sospetto viene rimosso per un periodo definito, in genere di alcune settimane. E la fase di reintroduzione, in cui l’alimento viene reinserito in modo controllato.

La fase di reintroduzione e spesso quella trascurata, ma e decisiva. Senza reintroduzione, l’eliminazione da sola non permette di trarre conclusioni affidabili: il miglioramento potrebbe dipendere da molti altri fattori.

Il problema dell’effetto placebo e dei fattori confondenti

Un motivo importante per cui la dieta di eliminazione va condotta con metodo riguarda i fattori che possono trarre in inganno. I sintomi digestivi variano spontaneamente nel tempo, sono influenzati da stress e abitudini, e possono migliorare anche solo perche ci si aspetta che migliorino.

Per questo l’eliminazione fai-da-te di molti alimenti contemporaneamente e particolarmente problematica: anche se i sintomi migliorano, diventa impossibile capire quale alimento, se uno, fosse davvero responsabile.

Perche serve il controllo medico

Le ragioni per cui una dieta di eliminazione va seguita da un medico o da un dietista sono concrete. Va impostata in modo da restare nutrizionalmente adeguata. La scelta degli alimenti da eliminare deve basarsi su un sospetto clinico, non su mode. La reintroduzione va condotta con metodo. E i risultati vanno interpretati alla luce del quadro complessivo.

Inoltre, alcune diete di eliminazione molto ampie, se prolungate, possono portare a carenze nutrizionali, soprattutto in bambini, in gravidanza o in persone con altre condizioni.

La differenza con la dieta di rotazione

Viene talvolta citata anche la cosiddetta dieta di rotazione, che prevede di alternare ciclicamente gli alimenti. A differenza della dieta di eliminazione condotta a scopo diagnostico in ambito medico, le diete di rotazione proposte per le intolleranze non hanno una solida base scientifica come strumento diagnostico, e vanno guardate con prudenza.

Cosa dice la scienza

La dieta di eliminazione, condotta correttamente e con la fase di reintroduzione, e uno strumento riconosciuto nel percorso di valutazione di alcune reazioni agli alimenti. Il suo valore dipende interamente dal metodo: deve essere mirata, temporanea, seguita da reintroduzione e supervisionata. Un’eliminazione generica e prolungata non e un buon strumento diagnostico.

Quando rivolgersi al medico

E opportuno rivolgersi al medico prima di iniziare qualsiasi dieta di eliminazione, sia per definire quali alimenti ha senso eliminare sia per garantire che la dieta resti equilibrata. La supervisione e particolarmente importante per bambini e persone in condizioni particolari.

Questo articolo ha scopo esclusivamente divulgativo e non sostituisce il parere del medico. Non intraprendere diete di eliminazione senza la supervisione di un professionista sanitario.

Domande frequenti

A cosa serve la dieta di eliminazione? +
Serve a capire se determinati alimenti sono responsabili di sintomi. E uno strumento diagnostico, non una terapia ne una dieta da seguire indefinitamente.
Quali sono le fasi di una dieta di eliminazione? +
Due: l'eliminazione temporanea dell'alimento sospetto e la reintroduzione controllata. La reintroduzione e decisiva: senza, non si possono trarre conclusioni affidabili.
Posso fare una dieta di eliminazione da solo? +
E sconsigliato. Va impostata da un medico o da un dietista per restare equilibrata, per scegliere gli alimenti giusti e per interpretare correttamente i risultati.
Perche non eliminare tanti alimenti insieme? +
Perche, anche se i sintomi migliorano, diventa impossibile capire quale alimento fosse responsabile. Inoltre eliminazioni ampie e prolungate possono causare carenze.
L'effetto placebo influisce sulla dieta di eliminazione? +
Si. I sintomi digestivi variano spontaneamente e possono migliorare anche solo per aspettativa. Per questo serve un metodo rigoroso, con fase di reintroduzione.
La dieta di rotazione e uno strumento valido? +
Le diete di rotazione proposte per le intolleranze non hanno una solida base scientifica come strumento diagnostico e vanno guardate con prudenza.
Quanto dura una dieta di eliminazione? +
La fase di eliminazione dura in genere alcune settimane. Deve restare temporanea ed essere seguita dalla reintroduzione, sotto controllo medico.

Fonti consultate

  1. Istituto Superiore di Sanita - Reazioni avverse agli alimenti
  2. Ministero della Salute - Allergie e intolleranze alimentari
  3. EFSA - Allergie e intolleranze alimentari