Cos'e la disbiosi intestinale?

E un'alterazione della composizione o della funzione del microbiota intestinale associata a sintomi. E un concetto reale della ricerca, ma non una diagnosi clinica standardizzata come la celiachia.

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Disbiosi intestinale e un termine sempre piu diffuso, usato per indicare un’alterazione dell’equilibrio del microbiota, cioe dell’insieme di microrganismi che popolano l’intestino. Questa pagina spiega cosa si intende davvero con questa parola, quali sono le evidenze scientifiche solide e quali invece le aree ancora incerte.

Serve una premessa onesta. La disbiosi e un concetto reale e oggetto di intensa ricerca, ma e anche un termine usato in modo molto ampio nella comunicazione commerciale, spesso per proporre test e integratori. Sul microbiota intestinale, come ricordano diversi esperti, le cose che non sappiamo sono ancora piu numerose di quelle che conosciamo.

Cos’e il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale e la comunita di batteri, virus, funghi e altri microrganismi che vive nel tubo digerente. Svolge funzioni importanti: contribuisce alla digestione, partecipa alla difesa immunitaria, interagisce con la barriera intestinale.

La composizione del microbiota varia da persona a persona ed e influenzata da alimentazione, eta, farmaci, stile di vita. Non esiste un microbiota ideale uguale per tutti: questo e uno dei motivi per cui parlare di equilibrio o squilibrio in modo assoluto e complicato.

Cosa si intende per disbiosi

Con disbiosi si indica genericamente un’alterazione della composizione o della funzione del microbiota, associata a sintomi o a condizioni di salute. E un concetto utile per descrivere un fenomeno, ma non corrisponde a una diagnosi clinica precisa e standardizzata come puo esserlo la celiachia.

La ricerca ha osservato associazioni tra alterazioni del microbiota e diverse condizioni, intestinali e non. Tuttavia associazione non significa automaticamente causa: capire se la disbiosi sia causa, conseguenza o semplice accompagnamento di una condizione e una delle grandi domande aperte della ricerca.

I sintomi attribuiti alla disbiosi

Alla disbiosi vengono associati sintomi molto vari: gonfiore, irregolarita intestinale, digestione difficile, stanchezza. Proprio questa genericita richiede prudenza, perche si tratta di sintomi comuni a moltissime altre condizioni.

Attribuire automaticamente questi disturbi a una disbiosi rischia di saltare la diagnosi differenziale, cioe l’esclusione di altre cause: sindrome dell’intestino irritabile, celiachia, intolleranze validate, reflusso, fattori legati allo stress e alla dieta.

I test per la disbiosi e i loro limiti

Vengono proposti commercialmente diversi test per la disbiosi, dal dosaggio di alcune sostanze nelle urine ad analisi del microbiota fecale. E importante sapere che molti di questi test non hanno una validazione clinica robusta e che le evidenze dal mondo reale sul loro valore diagnostico sono ancora limitate.

Un risultato di un test del microbiota va sempre interpretato da un medico, all’interno di un quadro clinico complessivo, e non usato come autodiagnosi o come base per interventi prolungati fai-da-te.

Probiotici e integratori: cosa sappiamo

Probiotici e prebiotici sono spesso proposti per la disbiosi. La ricerca su questi prodotti e ampia e in alcune condizioni specifiche esistono evidenze di utilita, ma non si puo affermare che siano una soluzione universale per qualunque disturbo intestinale.

La scelta di usare probiotici, quali ceppi e per quanto tempo, andrebbe discussa con un medico. Affidarsi all’autodiagnosi e all’autoterapia rischia di spostare l’attenzione dal problema reale e di generare spese senza beneficio.

Cosa dice la scienza

La posizione prudente condivisa da molti specialisti e questa: il microbiota e centrale per la salute, la disbiosi e un’area di ricerca promettente, ma allo stato attuale non e una diagnosi standardizzata e molti test e trattamenti commerciali promettono piu di quanto le evidenze permettano. La cosa piu utile, davanti a sintomi intestinali persistenti, e una valutazione medica che parta dalla diagnosi differenziale.

Quando rivolgersi al medico

E opportuno rivolgersi al medico, in particolare a un gastroenterologo, quando i sintomi intestinali sono persistenti o intensi. Vanno considerati segnali da non trascurare la perdita di peso involontaria, la presenza di sangue nelle feci, l’anemia, il dolore intenso e la comparsa di sintomi importanti nei bambini.

Questo articolo ha scopo esclusivamente divulgativo e non sostituisce il parere del medico. Non eseguire test ne assumere integratori senza una valutazione medica.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi della disbiosi? +
Vengono associati gonfiore, irregolarita intestinale, digestione difficile, stanchezza. Sono pero sintomi aspecifici, comuni a molte altre condizioni, e vanno valutati dal medico.
I test per la disbiosi sono affidabili? +
Molti test commerciali per la disbiosi non hanno una validazione clinica robusta. Un risultato va sempre interpretato dal medico in un quadro complessivo, mai usato come autodiagnosi.
La disbiosi e una malattia? +
Non e una malattia definita. E un termine ampio che descrive un'alterazione del microbiota. Capire se sia causa o conseguenza di una condizione e ancora una domanda aperta della ricerca.
I probiotici curano la disbiosi? +
I probiotici hanno evidenze di utilita in alcune condizioni specifiche, ma non sono una soluzione universale. Il loro uso andrebbe discusso con un medico.
Esiste un microbiota ideale? +
No. La composizione del microbiota varia da persona a persona ed e influenzata da molti fattori. Non esiste un modello unico valido per tutti.
La disbiosi causa intolleranze alimentari? +
La ricerca studia i rapporti tra microbiota e disturbi digestivi, ma non si puo affermare un nesso causale diretto e automatico con le intolleranze. Serve una valutazione medica.
A chi rivolgersi per sintomi intestinali persistenti? +
A un medico, in particolare a un gastroenterologo, soprattutto se i sintomi sono intensi o accompagnati da perdita di peso, sangue nelle feci o anemia.

Fonti consultate

  1. Istituto Superiore di Sanita - Microbiota e salute
  2. Ministero della Salute - Apparato digerente
  3. EFSA - Probiotici e claim salutistici