Il test delle citochine MRT è affidabile per diagnosticare le intolleranze alimentari?
Le principali società scientifiche internazionali (EAACI, AAAAI) e italiane (SIGE, SIAIC) non riconoscono il test delle citochine MRT come strumento diagnostico validato per le intolleranze alimentari. La letteratura scientifica indipendente a supporto della sua efficacia è molto limitata e metodologicamente debole.
Il test delle citochine, noto anche come MRT (Mediator Release Test), è un esame del sangue proposto per individuare intolleranze alimentari attraverso la misurazione della risposta infiammatoria dei globuli bianchi a contatto con estratti di alimenti e additivi. Questa pagina spiega come funziona il test MRT, cosa promette, cosa dice la letteratura scientifica sulla sua validità e dove farlo se decidi di procedere, con un confronto con le alternative riconosciute dalla medicina basata su evidenze.
Cos’è il test delle citochine (MRT)
Il Mediator Release Test (MRT) è un esame ematologico brevettato sviluppato dalla Oxford Biomedical Technologies (oggi Signet Diagnostic Corporation) negli Stati Uniti. Si propone come evoluzione del test citotossico e dell’ALCAT test, promettendo di misurare la reattività del sangue nei confronti di un ampio pannello di alimenti e additivi alimentari.
Il test si accompagna solitamente al protocollo dietetico LEAP (Lifestyle Eating and Performance), un programma alimentare personalizzato che utilizza i risultati dell’MRT per guidare l’eliminazione e la reintroduzione degli alimenti. Il protocollo LEAP viene generalmente somministrato da dietisti o nutrizionisti certificati come “CLT” (Certified LEAP Therapist), una certificazione rilasciata dall’azienda produttrice.
Come funziona
Il test MRT richiede un prelievo di sangue venoso che viene inviato al laboratorio di analisi. Il principio su cui si basa è la misurazione indiretta del rilascio di mediatori chimici dell’infiammazione (citochine, prostaglandine, istamina, leucotrieni e altri) da parte dei globuli bianchi esposti a estratti alimentari.
La tecnologia utilizzata è chiamata “impedance-based flow cytometry” o, più precisamente, si basa sulla misurazione delle variazioni nel rapporto solido/liquido del campione ematico dopo l’incubazione con gli estratti alimentari. Quando i globuli bianchi rilasciano mediatori chimici, il loro volume si riduce e il rapporto tra componente cellulare (solida) e siero (liquida) cambia. Il test quantifica questa variazione.
I risultati vengono espressi con un sistema a semaforo:
- Verde: bassa reattività, alimento considerato “sicuro”
- Giallo: reattività moderata, alimento da introdurre con cautela
- Rosso: alta reattività, alimento da eliminare nella prima fase del protocollo
Il pannello standard testa tipicamente 150-170 tra alimenti e additivi alimentari.
Cosa dichiara di rilevare
L’MRT si propone di identificare le “sensibilità alimentari” mediate da meccanismi non-IgE, ovvero quelle reazioni avverse agli alimenti che non rientrano nella definizione classica di allergia alimentare ma che, secondo i promotori del test, causerebbero una risposta infiammatoria cronica di basso grado responsabile di sintomi quali:
- Disturbi gastrointestinali (gonfiore, diarrea, dolore addominale)
- Emicrania e cefalea
- Stanchezza cronica
- Dolori articolari e muscolari
- Problemi cutanei
- Difficoltà di concentrazione
I promotori distinguono l’MRT dal test delle IgG specifiche, sostenendo che mentre le IgG misurano solo un tipo di anticorpo, l’MRT cattura l’effetto finale di qualsiasi meccanismo di reattività cellulare, indipendentemente dal pathway immunologico coinvolto.
Cosa dice la scienza sul test delle citochine MRT
La posizione della comunità scientifica sul test MRT è chiara e sostanzialmente uniforme: non esistono evidenze sufficienti per raccomandarlo come strumento diagnostico per le intolleranze o sensibilità alimentari.
La posizione delle società scientifiche
L’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology), nel suo Task Force Report sui test in vitro per la diagnosi allergologica, classifica i test basati sull’attivazione cellulare non standardizzata tra quelli privi di validazione clinica adeguata per l’uso diagnostico di routine nelle reazioni avverse agli alimenti.
L’AAAAI (American Academy of Allergy, Asthma and Immunology), nel suo Work Group Report del 2008 e nei successivi aggiornamenti, include esplicitamente il Mediator Release Test nell’elenco dei “test non provati” per la diagnosi di intolleranze alimentari, raccomandando di non basare decisioni cliniche sui loro risultati.
In Italia, la SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva) e la SIAIC (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica) non riconoscono il test MRT come strumento diagnostico validato. Il Ministero della Salute italiano, nelle sue linee guida sulla diagnosi delle reazioni avverse agli alimenti, non include l’MRT tra i test raccomandati.
La ASCIA (Australasian Society of Clinical Immunology and Allergy) classifica i test basati sulla misurazione dei mediatori cellulari come “non convenzionali e non validati”, sconsigliandone l’uso.
Studi clinici disponibili
La letteratura scientifica indipendente sul test MRT è estremamente limitata. Gran parte dei dati disponibili proviene da studi sponsorizzati o condotti dall’azienda produttrice stessa, con limiti metodologici significativi:
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Assenza di studi randomizzati controllati in doppio cieco — Non esistono trial clinici di alta qualità che dimostrino la superiorità diagnostica dell’MRT rispetto a un test placebo o a una dieta di eliminazione standard.
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Studi pilota non controllati — Alcuni piccoli studi osservazionali hanno riportato miglioramenti dei sintomi in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile o emicrania che seguivano il protocollo LEAP basato sull’MRT. Tuttavia, questi studi non avevano un gruppo di controllo, rendendo impossibile distinguere l’effetto specifico del test dall’effetto placebo, dalla regressione verso la media o dal beneficio generico di una dieta più attenta e strutturata.
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Riproducibilità non dimostrata — Non sono stati pubblicati studi indipendenti sulla riproducibilità intra e inter-laboratorio del test MRT (la capacità di ottenere gli stessi risultati analizzando due volte lo stesso campione).
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Fondamento biologico contestato — Il presupposto che la variazione del rapporto solido/liquido del sangue dopo incubazione con estratti alimentari rifletta in modo specifico e clinicamente rilevante una “sensibilità alimentare” non è stato dimostrato in modo indipendente. La risposta dei globuli bianchi in vitro può essere influenzata da numerose variabili (temperatura, concentrazione dell’estratto, stato di attivazione basale delle cellule) che rendono difficile l’interpretazione clinica.
Un aspetto importante da considerare è che alcuni pazienti riportano effettivamente benefici dopo aver seguito il protocollo LEAP. Questo potrebbe essere spiegato da diversi fattori che non richiedono la validità del test in sé: l’effetto placebo (particolarmente potente nei disturbi funzionali gastrointestinali), l’attenzione strutturata all’alimentazione, la riduzione di alimenti ultraprocessati e il supporto di un professionista della nutrizione durante il percorso.
Quanto costa il test delle citochine MRT
In Italia il test MRT ha una diffusione limitata rispetto ad altri test non convenzionali come l’ALCAT test o il test delle IgG. I costi indicativi sono:
- Pannello standard (150-170 alimenti e additivi): €300-€500
- Pannello ridotto: €200-€350
- Consulenza nutrizionale LEAP aggiuntiva: €100-€250 (per la consulenza con un CLT certificato)
Il test non è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale e non è detraibile fiscalmente come spesa sanitaria, poiché non rientra nei LEA e non è riconosciuto come prestazione medica diagnostica validata.
Se vuoi fare il test delle citochine MRT
Se dopo aver letto le informazioni scientifiche disponibili decidi comunque di sottoporti al test MRT, ecco alcune indicazioni pratiche.
Dove farlo
In Italia il test MRT è offerto da:
- Alcuni laboratori privati specializzati in medicina funzionale o complementare
- Studi di nutrizione gestiti da professionisti con certificazione CLT
- Alcune cliniche di medicina integrata nelle principali città
La disponibilità è significativamente più ampia negli Stati Uniti, dove il test è stato sviluppato. In Italia potrebbe essere necessario inviare il campione ematico a laboratori convenzionati, con possibili costi aggiuntivi di spedizione.
Cosa aspettarsi dai risultati
Il referto dell’MRT presenta un elenco di alimenti classificati con il sistema a semaforo (verde, giallo, rosso). È importante considerare che:
- I risultati non equivalgono a una diagnosi medica di intolleranza alimentare
- La classificazione in colori potrebbe non essere riproducibile se il test venisse ripetuto a distanza di tempo
- Eliminare molti alimenti sulla base del test potrebbe portare a restrizioni dietetiche eccessive con rischio di carenze nutrizionali, soprattutto se non supervisionato da un professionista qualificato
- Il miglioramento dei sintomi dopo aver eliminato gli alimenti “rossi” non conferma necessariamente la validità del test, poiché potrebbe dipendere da altri fattori (effetto placebo, miglioramento generale delle abitudini alimentari, riduzione dello stress)
Se decidi di procedere, è consigliabile farlo sotto la supervisione di un medico o di un dietista iscritto all’albo, che possa monitorare l’adeguatezza nutrizionale della dieta risultante e interpretare i risultati nel contesto clinico complessivo.
Le alternative scientificamente validate
Se il tuo obiettivo è comprendere l’origine di sintomi gastrointestinali o di altri disturbi che sospetti legati all’alimentazione, la medicina basata su evidenze offre percorsi diagnostici riconosciuti:
- Breath test al lattosio — per diagnosticare l’intolleranza al lattosio, la più comune intolleranza alimentare
- Diagnosi della celiachia — percorso completo con anticorpi specifici e, se necessario, biopsia duodenale
- Prick test alimentari — per le allergie alimentari IgE-mediate
- Diario alimentare e dieta di eliminazione — strumento gold standard per identificare sensibilità alimentari non allergiche, supervisionato da un professionista
- Dieta di eliminazione strutturata — protocollo medico per individuare alimenti problematici
Per una panoramica completa dei test disponibili e della loro validità, puoi consultare la pagina Quali test per intolleranze funzionano davvero? e la guida Tipi di test per intolleranze alimentari.
Se i sintomi sono importanti o persistenti, il passo più utile è consultare un gastroenterologo che possa escludere condizioni organiche e indirizzarti verso il percorso diagnostico più appropriato.
Domande frequenti
Il test delle citochine MRT è affidabile per diagnosticare le intolleranze alimentari?
Le principali società scientifiche internazionali (EAACI, AAAAI) e italiane (SIGE, SIAIC) non riconoscono il test delle citochine MRT come strumento diagnostico validato per le intolleranze alimentari. La letteratura scientifica indipendente a supporto della sua efficacia è molto limitata e metodologicamente debole. Non esistono studi randomizzati controllati in doppio cieco che ne dimostrino la capacità diagnostica.
Che differenza c’è tra MRT e test citotossico?
Il test citotossico osserva al microscopio le variazioni morfologiche dei globuli bianchi a contatto con estratti alimentari, una lettura operatore-dipendente. Il MRT misura invece strumentalmente le variazioni del rapporto solido/liquido del campione ematico come indicatore indiretto del rilascio di mediatori. Entrambi si basano sulla reattività leucocitaria in vitro e nessuno dei due è riconosciuto dalla comunità scientifica come test diagnostico valido per le intolleranze alimentari.
Cos’è il protocollo LEAP?
LEAP (Lifestyle Eating and Performance) è un programma dietetico personalizzato sviluppato dall’azienda produttrice del test MRT. Utilizza i risultati del test per creare un piano alimentare a fasi progressive: si inizia consumando solo gli alimenti classificati come “verdi” e si reintroducono gradualmente gli altri. Non esistono studi clinici randomizzati controllati indipendenti che ne dimostrino la superiorità rispetto a una dieta di eliminazione tradizionale supervisionata da un professionista.
Quanto costa il test delle citochine MRT in Italia?
Il costo indicativo è compreso tra 200 e 500 euro, a seconda del pannello di alimenti testati e della struttura. A questo può aggiungersi il costo della consulenza nutrizionale LEAP (100-250 euro). Il test non è coperto dal SSN e non è detraibile.
Posso usare il test MRT per perdere peso?
Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità del test MRT per il dimagrimento. Il calo ponderale che alcuni riportano dopo aver seguito il protocollo LEAP può essere attribuito alla maggiore consapevolezza alimentare e alla riduzione di cibi ultraprocessati, non all’identificazione di specifiche intolleranze.
Il test MRT è diverso dall’ALCAT test?
Sì, sono test diversi prodotti da aziende diverse, sebbene entrambi misurino variazioni cellulari nel sangue dopo esposizione a estratti alimentari. L’ALCAT test misura variazioni nel numero e nel volume dei globuli bianchi tramite impedenza, mentre l’MRT misura il rapporto solido/liquido del campione come proxy del rilascio di mediatori. Nessuno dei due è riconosciuto dalle società scientifiche come strumento diagnostico validato.
Il medico di base può prescrivere il test delle citochine MRT?
No. Il test MRT non rientra nei LEA e non è prescrivibile tramite il SSN. Non essendo riconosciuto dalle società scientifiche italiane, è molto improbabile che un medico lo prescriva. Viene solitamente proposto in contesti di medicina complementare o funzionale.
Quali sono le alternative validate al test delle citochine?
Le alternative riconosciute dalla comunità scientifica dipendono dal tipo di disturbo sospettato: il breath test al lattosio per l’intolleranza al lattosio, il pannello sierologico per la celiachia per la malattia celiaca, il prick test per le allergie alimentari IgE-mediate, e la dieta di eliminazione con diario alimentare sotto guida medica per le sensibilità alimentari non allergiche.
Domande frequenti
Fonti consultate
- EAACI Task Force Report: In vitro tests for allergy diagnosis (2010)
- AAAAI Work Group Report: Unproven diagnostic tests for food allergy (2008)
- Ministero della Salute - Allergie alimentari e sicurezza del consumatore
- EAACI Guidelines on allergen immunotherapy - Position paper aggiornamento 2020
- SIAIP - Gestione diagnostica delle reazioni avverse ad alimenti in età pediatrica