Cos'è l'assistenza circolare per i celiaci?

È la possibilità per una persona con diagnosi di celiachia di ricevere l'assistenza sanitaria prevista — come la fornitura di alimenti senza glutine a carico del SSN — anche quando si trova temporaneamente in una regione diversa da quella di residenza. La sperimentazione avviata il 20 luglio 2026 riguarda per ora Liguria e Lombardia.

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Assistenza ai celiaci tra regioni: parte la sperimentazione Liguria-Lombardia

Chi ha la celiachia e si sposta spesso tra regioni diverse sa bene quanto possa diventare complicato gestire le erogazioni di alimenti senza glutine fuori dalla propria regione di residenza. Una burocrazia frammentata, moduli diversi, procedure non sempre allineate: situazioni che pesano sulla quotidianità di chi già affronta una dieta vincolante ogni giorno.

Dal 20 luglio 2026 qualcosa comincia a cambiare, almeno per chi vive o si trova in Liguria o in Lombardia.


Cosa si intende per «assistenza circolare»

L’espressione «circolarità» indica la possibilità per una persona celiaca residente in una regione di ricevere l’assistenza sanitaria prevista — in questo caso la fornitura di alimenti senza glutine a carico del Servizio Sanitario Nazionale — anche quando si trova temporaneamente in un’altra regione, senza dover ricominciare da capo con pratiche amministrative.

In altre parole: un celiaco lombardo che trascorre un periodo in Liguria, o viceversa, potrà accedere al proprio budget di prodotti senza glutine senza interruzioni né disguidi burocratici.


Come funziona il sistema Celiachi@RL

La Regione Lombardia ha sviluppato la piattaforma digitale Celiachi@RL, uno strumento pensato per tracciare e gestire l’assistenza erogata ai pazienti celiaci sul proprio territorio. Con la sperimentazione avviata il 20 luglio 2026, questo sistema viene messo alla prova anche in ottica interregionale, collegandosi con la Regione Liguria.

Si tratta del primo test concreto di un modello che, se confermato dai risultati, potrebbe in futuro essere esteso ad altre regioni italiane.


La voce dell’Associazione Italiana Celiachia

Rossella Valmarana, Presidente di AIC – Associazione Italiana Celiachia, ha commentato positivamente l’avvio della sperimentazione, definendola «un risultato che risponde a un’esigenza di semplificazione della vita» delle persone con celiachia.

AIC segue da anni il tema dell’armonizzazione delle procedure regionali, che in Italia risultano ancora molto eterogenee. La celiachia è una condizione cronica riconosciuta dal SSN, con diritto all’erogazione gratuita di alimenti senza glutine fino a un tetto mensile stabilito per fascia d’età e sesso. Ma questo diritto, nella pratica, non è sempre facile da esercitare quando ci si sposta.


Perché questa sperimentazione conta

In Italia vivono circa 600.000 persone con diagnosi di celiachia (fonte: AIC), ma si stima che i casi non ancora diagnosticati siano molti di più. Chi ha ricevuto una diagnosi formale ha diritto a un percorso assistenziale strutturato, che include visite di follow-up e appunto la fornitura di alimenti dietetici specifici.

Il problema della frammentazione regionale non è nuovo. Ogni regione ha storicamente gestito l’assistenza in modo autonomo, con registri, buoni e procedure proprie. Questo crea difficoltà reali per chi:

  • si sposta per lavoro
  • trascorre periodi prolungati fuori dalla regione di residenza
  • si trova temporaneamente in un’altra regione per motivi familiari o di studio

Una soluzione di circolarità riduce il rischio che queste persone debbano scegliere tra rinunciare all’assistenza o affrontare iter burocratici complessi.


Un passo verso un sistema più equo

La sperimentazione tra Liguria e Lombardia non risolve ancora il quadro nazionale, ma rappresenta un segnale concreto nella direzione giusta. Se i dati raccolti nelle prossime settimane confermeranno la fattibilità tecnica e organizzativa del modello, potrebbe aprirsi la strada a accordi analoghi tra altre regioni.

Per chi ha la celiachia, ogni semplificazione ha un impatto diretto sulla qualità della vita. La dieta senza glutine è l’unica terapia oggi disponibile per questa condizione: mantenerla con continuità, anche fuori casa, non è una scelta ma una necessità medica.


Cosa fare se sei celiaco e ti sposti spesso tra regioni

Se hai una diagnosi di celiachia e ti trovi a spostarti frequentemente, questi consigli pratici possono aiutarti:

  • Contatta il tuo centro di riferimento prima di partire per capire come gestire il tuo budget mensile di alimenti fuori regione.
  • Verifica con la ASL locale della regione in cui ti trovi se esistono accordi o procedure temporanee di assistenza.
  • Consulta il sito di AIC (celiachia.it) per aggiornamenti sulle convenzioni regionali attive e sugli sviluppi della sperimentazione.
  • Conserva sempre la documentazione della tua diagnosi: il Piano Terapeutico e il codice di esenzione sono i tuoi strumenti principali.

Questo articolo è informativo. Per diagnosi e terapie rivolgiti al tuo medico.

Fonte: AIC – Associazione Italiana Celiachia | celiachia.it

Domande frequenti

Come faccio a sapere se posso usufruire di questa sperimentazione? +
Se sei celiaco e risiedi in Lombardia o in Liguria, puoi rivolgerti alla tua ASL di riferimento oppure consultare il sito di AIC (celiachia.it) per informazioni aggiornate sulle modalità operative. La sperimentazione è appena partita e le procedure potrebbero essere definite nel dettaglio nelle prossime settimane.
La celiachia dà diritto a prodotti senza glutine gratuiti in tutta Italia? +
Sì, chi ha una diagnosi formale di celiachia ha diritto all'erogazione gratuita di alimenti senza glutine fino a un tetto mensile stabilito dal SSN, variabile per età e sesso. In pratica però ogni regione gestisce questo diritto in modo autonomo, il che crea difficoltà per chi si sposta: la sperimentazione in corso punta proprio a ridurre questi ostacoli.
Questa novità riguarda anche i celiaci non ancora diagnosticati? +
No. L'assistenza circolare — come tutta la rete di supporto del SSN per la celiachia — riguarda esclusivamente le persone che hanno ricevuto una diagnosi ufficiale, documentata da esami clinici e confermata da uno specialista. Se sospetti di avere la celiachia, rivolgiti al tuo medico di base per avviare il percorso diagnostico.

Fonti consultate

  1. AIC