Cosa sono gli anticorpi anti-gliadina deamidata (DGP)?

Sono autoanticorpi diretti contro frammenti di gliadina modificati (deamidati) dall'enzima transglutaminasi tissutale. Si dosano nel sangue con un prelievo e vengono utilizzati nella diagnosi di celiachia, soprattutto nei bambini sotto i 2 anni.

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Gli anticorpi anti-gliadina deamidata (DGP) sono marcatori sierologici di seconda generazione utilizzati nella diagnosi di celiachia, con un ruolo particolarmente importante nei bambini sotto i 2 anni di età e nei pazienti con deficit selettivo di IgA. Si dosano tramite un semplice prelievo di sangue e rappresentano un’evoluzione significativa rispetto ai vecchi anticorpi anti-gliadina nativa (AGA), ormai abbandonati dalle linee guida internazionali per la scarsa specificità.

Cos’è il test degli anticorpi anti-gliadina deamidata

La gliadina è una delle frazioni proteiche del glutine. Quando raggiunge la mucosa intestinale, l’enzima transglutaminasi tissutale (tTG) la modifica attraverso un processo chiamato deamidazione, che trasforma specifici residui di glutammina in acido glutammico. Questa modifica crea nuovi epitopi (porzioni della molecola) che il sistema immunitario dei soggetti celiaci riconosce come estranei, producendo anticorpi specifici.

Il test misura due classi di questi anticorpi:

  • DGP-IgA: anticorpi di classe A diretti contro i peptidi deamidati della gliadina
  • DGP-IgG: anticorpi di classe G, particolarmente utili nei pazienti con deficit di IgA

A differenza dei vecchi AGA, i DGP hanno una specificità superiore al 90% e una sensibilità che, combinata con gli altri marcatori sierologici, contribuisce in modo significativo all’accuratezza del percorso diagnostico della celiachia.

Perché i DGP hanno sostituito i vecchi AGA

I vecchi anticorpi anti-gliadina nativa (AGA) sono stati per anni il primo test disponibile per lo screening della celiachia. Tuttavia, la comunità scientifica ha progressivamente abbandonato il loro utilizzo per un motivo fondamentale: la bassa specificità. Gli AGA risultavano positivi in molte condizioni diverse dalla celiachia — sindrome dell’intestino irritabile, infezioni intestinali, persino in soggetti sani — generando un numero inaccettabile di falsi positivi.

Le linee guida ESPGHAN del 2012, aggiornate nel 2020, hanno definitivamente escluso gli AGA nativi dal percorso diagnostico e li hanno sostituiti con i DGP, che sono diretti contro i peptidi deamidati e hanno un profilo diagnostico nettamente migliore. Questo è un punto cruciale: se un laboratorio propone ancora il dosaggio dei “vecchi” anticorpi anti-gliadina senza specificare “deamidata”, è opportuno chiedere chiarimenti al proprio medico.

Quando il medico prescrive i DGP

Il dosaggio dei DGP non è il primo esame richiesto nel sospetto di celiachia nell’adulto. Il test di riferimento rimane il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA (anti-tTG IgA), sempre accompagnato dalla misurazione delle IgA totali per escludere un deficit.

I DGP vengono prescritti in situazioni specifiche:

  • Bambini sotto i 2 anni di età: in questa fascia di età il sistema immunitario è ancora in fase di maturazione. Gli anti-tTG IgA e gli anticorpi anti-endomisio (EMA) possono non essere ancora prodotti in quantità rilevabili, mentre i DGP — in particolare i DGP-IgG — compaiono spesso prima e risultano più affidabili. Le linee guida ESPGHAN raccomandano esplicitamente l’inclusione dei DGP nel pannello sierologico della celiachia per questa fascia di età.

  • Deficit selettivo di IgA: si stima che circa il 2-3% dei celiaci presenti un deficit di immunoglobuline A, una prevalenza 10-15 volte superiore rispetto alla popolazione generale. In questi soggetti, tutti i test basati sulle IgA (anti-tTG IgA, EMA, DGP-IgA) risultano inattendibili. I DGP-IgG rappresentano un’alternativa validata per non perdere la diagnosi.

  • Casi clinicamente sospetti ma sierologicamente ambigui: quando i sintomi della celiachia nei bambini o negli adulti sono fortemente suggestivi ma gli anti-tTG IgA risultano borderline o negativi, i DGP possono aggiungere un elemento diagnostico importante.

  • Monitoraggio dell’aderenza alla dieta senza glutine: i DGP tendono a normalizzarsi con la rigorosa eliminazione del glutine dalla dieta, e il loro aumento può segnalare una reintroduzione accidentale o volontaria.

Come si esegue il test

Il test DGP è un esame sierologico che si effettua con un semplice prelievo di sangue venoso, esattamente come qualsiasi altro esame del sangue.

Procedura

  1. Il paziente si presenta al laboratorio, preferibilmente a digiuno
  2. L’operatore sanitario effettua il prelievo da una vena del braccio
  3. Il campione viene analizzato con metodica immunoenzimatica (ELISA) o chemiluminescenza (CLIA)
  4. I risultati sono generalmente disponibili in 3-7 giorni lavorativi

Il prelievo dura circa 5 minuti. Non è doloroso in senso stretto, ma i bambini piccoli potrebbero avvertire fastidio; è utile chiedere al laboratorio se dispone di tecniche di distrazione o anestetici topici per rendere l’esperienza meno traumatica.

Cosa viene misurato

Il referto riporterà i valori di:

  • DGP-IgA (anticorpi anti-gliadina deamidata di classe A)
  • DGP-IgG (anticorpi anti-gliadina deamidata di classe G)

O entrambi, a seconda di quanto richiesto dal medico. I valori vengono espressi in U/mL o UA/mL con un cut-off di riferimento indicato dal laboratorio.

Preparazione al test

La preparazione è semplice ma prevede una regola assolutamente fondamentale:

  • Non eliminare il glutine dalla dieta prima del test. Se il paziente ha già iniziato una dieta senza glutine, gli anticorpi potrebbero essere scesi o normalizzati, rendendo il test falsamente negativo. In caso di dieta già avviata, il medico potrebbe richiedere un gluten challenge, ossia la reintroduzione del glutine per un periodo definito prima di ripetere gli esami.

  • Digiuno: generalmente richiesto per almeno 8 ore. Acqua è consentita.

  • Farmaci: comunicare al medico l’eventuale assunzione di immunosoppressori o corticosteroidi, che potrebbero alterare la risposta anticorpale.

  • Integratori: non è necessario sospendere vitamine o integratori comuni, ma è buona prassi segnalarlo al momento del prelievo.

Il laboratorio fornirà le indicazioni specifiche al momento della prenotazione.

Costi: SSN e privato

In SSN

Il dosaggio degli anticorpi anti-gliadina deamidata rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) quando prescritto dal medico di medicina generale o dal pediatra con sospetto diagnostico motivato. Il ticket varia da regione a regione, ma si colloca indicativamente intorno ai €36,15, comprensivo di eventuale prelievo.

Per i pazienti già diagnosticati con celiachia (codice esenzione 059), gli esami di follow-up, inclusi i DGP, sono esenti dal ticket.

La prenotazione avviene tramite il CUP regionale (Centro Unico di Prenotazione), telefonicamente o online dove disponibile.

In privato

In regime privato, il costo per il dosaggio di una singola classe anticorpale (DGP-IgA o DGP-IgG) varia tra €20 e €50. Il dosaggio di entrambe le classi può costare tra €35 e €90, a seconda del laboratorio e della regione. Spesso il test viene inserito in un pannello celiachia completo che include anche anti-tTG e IgA totali, con un costo complessivo che può variare tra €80 e €150.

Dove farlo

Il test DGP è disponibile presso:

  • Laboratori di analisi pubblici (ospedali, ASL) su prescrizione medica
  • Laboratori privati accreditati — verificare che il laboratorio utilizzi kit certificati CE-IVD e partecipi a programmi di controllo qualità esterno
  • Centri di riferimento regionali per la celiachia — particolarmente indicati nei casi pediatrici complessi o quando è necessaria una valutazione multidisciplinare

È consigliabile scegliere strutture che eseguano il test con metodiche standardizzate (ELISA o chemiluminescenza) e che indichino chiaramente il metodo analitico e i valori di riferimento nel referto.

Cosa significano i risultati

Risultato negativo (sotto il cut-off)

Un valore di DGP sotto il cut-off di riferimento indica che non sono stati rilevati anticorpi significativi contro i peptidi deamidati della gliadina. Nella maggior parte dei casi, questo contribuisce a escludere la celiachia, ma:

  • Nei bambini sotto i 2 anni, un singolo risultato negativo non esclude definitivamente la malattia; il medico potrebbe decidere di ripetere il test dopo alcuni mesi
  • Se il paziente ha già eliminato il glutine, il risultato negativo non è attendibile

Risultato positivo (sopra il cut-off)

Un valore elevato di DGP suggerisce una risposta immunitaria ai peptidi deamidati della gliadina compatibile con celiachia. Tuttavia, un risultato positivo da solo non equivale a diagnosi: deve essere integrato con gli altri marcatori sierologici (anti-tTG, EMA), il quadro clinico e, quando indicato, la biopsia duodenale.

Risultato borderline

Valori vicini al cut-off richiedono una valutazione attenta da parte del medico. Possono indicare una celiachia in fase iniziale, una risposta immunitaria lieve, oppure un’aspecificità del test. Il medico deciderà se ripetere l’esame, approfondire con altri test o procedere con la tipizzazione HLA.

È sempre il medico a interpretare i risultati nel contesto clinico complessivo del paziente. Non è appropriato autodiagnosticarsi sulla base di un singolo valore di laboratorio.

Il ruolo dei DGP nel percorso diagnostico completo

I DGP non sono un test isolato, ma un tassello di un percorso diagnostico strutturato. Per comprendere il quadro completo, è utile sapere come si inseriscono:

  1. Primo livello: anti-tTG IgA + IgA totali
  2. Secondo livello (se indicato): DGP-IgG (nei bambini piccoli o nel deficit di IgA), EMA
  3. Conferma: biopsia duodenale con conta dei linfociti intraepiteliali e classificazione di Marsh
  4. Supporto: tipizzazione HLA DQ2/DQ8 — utile per il valore predittivo negativo (se assente, la celiachia è praticamente esclusa)

Le linee guida ESPGHAN 2020 consentono, nei bambini, la diagnosi senza biopsia quando gli anti-tTG IgA superano 10 volte il valore normale e gli EMA sono positivi su un secondo prelievo. I DGP contribuiscono soprattutto nei casi che non soddisfano questi criteri o nei bambini molto piccoli.

DGP e condizioni correlate alla celiachia

La celiachia può associarsi a diverse condizioni che il medico valuterà nel percorso diagnostico:

In tutti questi casi, il dosaggio dei DGP può essere parte dell’approfondimento diagnostico richiesto dallo specialista.

Differenza tra celiachia e sensibilità al glutine non celiaca

È importante non confondere la celiachia con la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS). Nella NCGS, tutti i marcatori sierologici della celiachia — inclusi i DGP — risultano negativi, così come la biopsia duodenale non mostra le alterazioni tipiche della celiachia. I vecchi AGA nativi (IgG) possono talvolta risultare positivi nella NCGS, ma questo dato ha scarso significato clinico e non giustifica il loro utilizzo diagnostico.

Se il test DGP è negativo e la celiachia è stata esclusa, ma i sintomi persistono dopo l’ingestione di glutine, il medico potrebbe valutare altre condizioni come l’intolleranza al frumento non celiaca o la sindrome dell’intestino irritabile.

Domande frequenti

Cosa sono gli anticorpi anti-gliadina deamidata (DGP)?

Sono autoanticorpi diretti contro frammenti di gliadina modificati (deamidati) dall’enzima transglutaminasi tissutale. Si dosano nel sangue con un prelievo e vengono utilizzati nella diagnosi di celiachia, soprattutto nei bambini sotto i 2 anni.

Qual è la differenza tra DGP e vecchi anticorpi anti-gliadina (AGA)?

I vecchi AGA avevano scarsa specificità e producevano molti falsi positivi. I DGP sono diretti contro peptidi deamidati e hanno sensibilità e specificità nettamente superiori, motivo per cui hanno sostituito gli AGA nelle linee guida.

Perché i DGP sono importanti nei bambini sotto i 2 anni?

Nei bambini molto piccoli gli anticorpi anti-transglutaminasi (anti-tTG) e gli anti-endomisio (EMA) possono risultare falsamente negativi perché il sistema immunitario è ancora immaturo. I DGP-IgG compaiono spesso prima e sono quindi più affidabili in questa fascia di età.

Il test DGP da solo basta per diagnosticare la celiachia?

No. Il test DGP è un esame complementare che si inserisce in un percorso diagnostico più ampio, che comprende anti-tTG IgA, IgA totali, eventuale biopsia duodenale e tipizzazione HLA. È il medico a interpretare l’insieme dei risultati.

Quanto costa il test DGP?

Con il SSN si paga il ticket regionale (indicativamente intorno a €36). Per i pazienti con esenzione per celiachia (codice 059) il test è gratuito. In privato il costo varia tra €20 e €50 per ciascuna classe anticorpale (IgA o IgG).

Devo essere a digiuno per il test DGP?

Generalmente si richiede un digiuno di almeno 8 ore, come per la maggior parte degli esami del sangue. È fondamentale NON aver eliminato il glutine dalla dieta prima del test, altrimenti i risultati possono essere falsamente negativi.

I DGP-IgG servono anche nei pazienti con deficit di IgA?

Sì. I DGP-IgG sono particolarmente utili nei soggetti con deficit selettivo di IgA, una condizione più frequente nei celiaci, perché non dipendono dalla produzione di immunoglobuline A.

I DGP possono essere usati per monitorare la dieta senza glutine?

Sì, i livelli di DGP tendono a scendere con l’aderenza alla dieta senza glutine e possono essere utilizzati dal medico per valutare la compliance, soprattutto nei bambini piccoli dove gli anti-tTG possono essere meno affidabili nel follow-up.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra DGP e vecchi anticorpi anti-gliadina (AGA)? +
I vecchi AGA avevano scarsa specificità e producevano molti falsi positivi. I DGP sono diretti contro peptidi deamidati e hanno sensibilità e specificità nettamente superiori, motivo per cui hanno sostituito gli AGA nelle linee guida.
Perché i DGP sono importanti nei bambini sotto i 2 anni? +
Nei bambini molto piccoli gli anticorpi anti-transglutaminasi (anti-tTG) e gli anti-endomisio (EMA) possono risultare falsamente negativi perché il sistema immunitario è ancora immaturo. I DGP-IgG compaiono spesso prima e sono quindi più affidabili in questa fascia di età.
Il test DGP da solo basta per diagnosticare la celiachia? +
No. Il test DGP è un esame complementare che si inserisce in un percorso diagnostico più ampio, che comprende anti-tTG IgA, IgA totali, eventuale biopsia duodenale e tipizzazione HLA. È il medico a interpretare l'insieme dei risultati.
Quanto costa il test DGP? +
Con il SSN si paga il ticket regionale (indicativamente intorno a €36). Per i pazienti con esenzione per celiachia (codice 059) il test è gratuito. In privato il costo varia tra €20 e €50 per ciascuna classe anticorpale (IgA o IgG).
Devo essere a digiuno per il test DGP? +
Generalmente si richiede un digiuno di almeno 8 ore, come per la maggior parte degli esami del sangue. È fondamentale NON aver eliminato il glutine dalla dieta prima del test, altrimenti i risultati possono essere falsamente negativi.
I DGP-IgG servono anche nei pazienti con deficit di IgA? +
Sì. I DGP-IgG sono particolarmente utili nei soggetti con deficit selettivo di IgA, una condizione più frequente nei celiaci, perché non dipendono dalla produzione di immunoglobuline A.
I DGP possono essere usati per monitorare la dieta senza glutine? +
Sì, i livelli di DGP tendono a scendere con l'aderenza alla dieta senza glutine e possono essere utilizzati dal medico per valutare la compliance, soprattutto nei bambini piccoli dove gli anti-tTG possono essere meno affidabili nel follow-up.

Fonti consultate

  1. Diagnosi di celiachia – Ministero della Salute
  2. Celiachia – Istituto Superiore di Sanità
  3. Associazione Italiana Celiachia (AIC)
  4. ESPGHAN Guidelines for Diagnosing Coeliac Disease 2020
  5. European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI)