Che differenza c'è tra RAST test e dosaggio IgE specifiche?

Il RAST (RadioAllergoSorbent Test) è il nome storico del primo metodo radioimmunologico per dosare le IgE specifiche. Oggi si usano tecniche più moderne (ImmunoCAP, FEIA), ma nel linguaggio comune 'RAST test' indica ancora il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue.

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Il RAST test è un esame del sangue che misura le IgE specifiche dirette contro singoli allergeni alimentari, utilizzato nella diagnostica delle allergie alimentari IgE-mediate. Rappresenta uno strumento consolidato e scientificamente validato, impiegato in ambito allergologico da oltre quarant’anni e riconosciuto dalle principali società scientifiche internazionali, tra cui l’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) e la SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica).

Questo esame viene prescritto quando si sospetta un’allergia alimentare e permette di identificare verso quali proteine alimentari il sistema immunitario ha prodotto anticorpi di tipo IgE, elemento chiave delle reazioni allergiche immediate.

Cos’è il RAST test e a cosa serve il dosaggio delle IgE specifiche

L’acronimo RAST sta per RadioAllergoSorbent Test, un metodo sviluppato negli anni ‘60 in Svezia dai ricercatori Wide, Bennich e Johansson. Il test originale utilizzava allergeni legati a un supporto solido e anticorpi anti-IgE marcati con isotopi radioattivi per misurare la quantità di immunoglobuline E specifiche presenti nel siero del paziente.

Oggi il termine “RAST test” viene utilizzato nel linguaggio comune come sinonimo generico del dosaggio delle IgE specifiche, anche se le tecniche di laboratorio si sono evolute significativamente. I metodi attuali — tra cui ImmunoCAP (fluoroenzimatica, FEIA), IMMULITE (chemiluminescenza) e ISAC (microarray multiplex) — hanno sostituito la radioimmunologia originale, offrendo maggiore precisione, automazione e sicurezza per gli operatori di laboratorio.

Il principio di base resta identico: un campione di sangue venoso del paziente viene posto a contatto con un allergene specifico (ad esempio la proteina del latte vaccino, la caseina, l’ovoalbumina o le proteine del grano). Se nel sangue sono presenti IgE dirette contro quell’allergene, si legano al supporto e vengono quantificate. Il risultato esprime la concentrazione di IgE specifiche, tradizionalmente espressa in classi (da 0 a 6) o in unità kU/L.

Il dosaggio delle IgE specifiche serve a:

  • Confermare o escludere una sensibilizzazione verso uno o più allergeni alimentari specifici
  • Supportare la diagnosi di allergia alimentare IgE-mediata, in associazione alla storia clinica
  • Monitorare nel tempo l’evoluzione della sensibilizzazione, ad esempio nei bambini in cui è attesa la tolleranza spontanea
  • Guidare la scelta degli alimenti da testare in un eventuale test di provocazione orale

È fondamentale comprendere che la positività delle IgE specifiche indica sensibilizzazione, non necessariamente allergia clinica. Una persona può avere IgE specifiche elevate verso un alimento senza manifestare sintomi al suo consumo. Per questo motivo, il risultato va sempre interpretato dal medico in relazione al quadro clinico complessivo.

Quando il medico prescrive il test delle IgE specifiche

Il dosaggio delle IgE specifiche viene prescritto dall’allergologo o dal medico di base in specifiche situazioni cliniche. Secondo le linee guida EAACI e le raccomandazioni della SIAAIC, le indicazioni principali includono:

  • Sospetto di allergia alimentare IgE-mediata: comparsa di sintomi (orticaria, angioedema, vomito, diarrea, sintomi respiratori, anafilassi) entro minuti o poche ore dall’ingestione di un alimento sospetto
  • Impossibilità di eseguire i prick test cutanei: ad esempio in pazienti con dermatite atopica estesa che coinvolge le sedi abituali del test (avambracci, dorso), in soggetti con dermografismo marcato, o in chi assume farmaci non sospendibili che interferiscono con i test cutanei
  • Discordanza tra prick test e quadro clinico: quando il risultato cutaneo non è coerente con la storia del paziente
  • Valutazione iniziale nei lattanti e bambini molto piccoli: in cui i prick test possono essere tecnicamente più difficili da eseguire e interpretare
  • Monitoraggio della tolleranza: nei bambini con allergia alimentare nota (latte, uovo, grano, soia), il dosaggio periodico delle IgE specifiche può aiutare a identificare il momento opportuno per un test di provocazione orale
  • Pazienti con storia di anafilassi severa: in cui i test cutanei con l’allergene sospetto potrebbero comportare un rischio, per quanto minimo

Il medico seleziona gli allergeni da testare in base alla storia clinica del paziente, evitando pannelli estesi e aspecifici che aumentano il rischio di risultati falsamente positivi.

Come si esegue il RAST test

L’esame è un normale prelievo di sangue venoso, eseguito generalmente dalla vena del braccio (fossa antecubitale). La procedura è identica a qualsiasi prelievo ematico di routine:

  1. Identificazione e accoglienza: il personale sanitario verifica l’identità del paziente e la richiesta medica con gli allergeni specificati
  2. Prelievo: si applica un laccio emostatico, si disinfetta la cute e si inserisce l’ago. Vengono prelevati generalmente 5-10 mL di sangue in una o due provette
  3. Dopo il prelievo: si applica un cerotto compressivo. Il paziente può riprendere immediatamente le normali attività

Il campione di sangue viene inviato al laboratorio di analisi, dove il siero viene separato e processato con la metodica disponibile (più comunemente ImmunoCAP o equivalenti). I risultati sono generalmente disponibili entro 3-10 giorni lavorativi, a seconda del laboratorio e del numero di allergeni richiesti.

Il prelievo è minimamente invasivo e sostanzialmente privo di rischi significativi, a parte il lieve fastidio dell’ago e la possibilità, rara, di un piccolo ematoma nel punto di iniezione.

Preparazione al dosaggio IgE specifiche

Uno dei vantaggi pratici del dosaggio ematico delle IgE specifiche rispetto ai test cutanei è la minima preparazione richiesta:

  • Digiuno: non è strettamente necessario per il dosaggio delle IgE specifiche. Tuttavia, se il prelievo è associato ad altri esami ematici (emocromo, profilo lipidico, glicemia), il laboratorio potrebbe richiedere 8-12 ore di digiuno
  • Farmaci antistaminici: non devono essere sospesi. Le IgE specifiche nel sangue vengono misurate indipendentemente dalla terapia antistaminica in corso, a differenza dei prick test cutanei che richiedono la sospensione degli antistaminici almeno 5-7 giorni prima
  • Corticosteroidi: non interferiscono in modo significativo con il dosaggio delle IgE specifiche per esami di routine
  • Dieta: non è necessario eliminare o reintrodurre alimenti specifici prima del test

Si raccomanda di comunicare al medico e al laboratorio tutti i farmaci in corso di assunzione e di seguire eventuali indicazioni specifiche fornite dalla struttura dove verrà eseguito il prelievo.

Costi: SSN e privato

In SSN

Il dosaggio delle IgE specifiche rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed è prescrivibile dal medico di medicina generale o dallo specialista allergologo su ricetta bianca o rossa.

Il ticket per un pannello di IgE specifiche è di circa 36,15 € nella maggior parte delle regioni italiane, ma può variare leggermente in base alla normativa regionale e al numero di allergeni richiesti. Ogni regione può applicare quote aggiuntive o agevolazioni proprie.

L’esenzione dal ticket è possibile per i pazienti con patologia allergica riconosciuta, tramite il codice di esenzione 007 (malattie allergiche). Per ottenerla è necessario il certificato dello specialista allergologo del SSN.

La prenotazione avviene tramite il CUP regionale (Centro Unico Prenotazioni), telefonicamente, online o presso gli sportelli delle ASL. I tempi di attesa variano significativamente tra regioni e possono andare da pochi giorni a diverse settimane.

In privato

I costi in regime privato variano in base al laboratorio, alla zona geografica e al numero di allergeni testati:

  • Singolo allergene: da 15 € a 40 € circa
  • Pannello alimentare standard (8-20 allergeni): da 80 € a 250 €
  • IgE totali (spesso richieste in associazione): da 10 € a 25 €
  • Component-Resolved Diagnostics (CRD, diagnostica molecolare con ISAC/Alex): da 150 € a 350 €, disponibile solo in centri specializzati

È consigliabile verificare sempre che il laboratorio utilizzi metodiche validate e certificate (ad esempio ImmunoCAP di Thermo Fisher o equivalenti riconosciuti) e che i risultati riportino valori quantitativi in kU/L e non solo classi generiche.

Dove farlo

Il dosaggio delle IgE specifiche è un esame di laboratorio ampiamente disponibile su tutto il territorio nazionale. Può essere eseguito presso:

  • Laboratori di analisi cliniche pubblici e privati accreditati
  • Ambulatori di allergologia ospedalieri e universitari
  • Centri prelievi delle ASL territoriali
  • Laboratori privati con convenzione SSN o in regime libero-professionale

Per la diagnostica allergologica di secondo livello (diagnostica molecolare, component-resolved diagnostics), è preferibile rivolgersi a centri allergologici specializzati che dispongano delle tecnologie più avanzate e dell’esperienza clinica necessaria per interpretare i risultati.

La SIAAIC e le società scientifiche regionali di allergologia possono fornire indicazioni sui centri di riferimento presenti nel proprio territorio.

Cosa significano i risultati delle IgE specifiche

I risultati del dosaggio delle IgE specifiche vengono espressi in due modi:

Valore quantitativo (kU/L)

È il dato numerico che indica la concentrazione di IgE specifiche nel sangue. I valori di riferimento più comuni sono:

Concentrazione (kU/L)Classe RASTInterpretazione
< 0,350Non rilevabile / negativo
0,35 – 0,701Basso
0,70 – 3,502Moderato
3,50 – 17,53Alto
17,5 – 504Molto alto
50 – 1005Molto alto
> 1006Estremamente alto

Interpretazione clinica

Alcuni punti essenziali per comprendere correttamente i risultati:

  • Un risultato positivo (classe ≥ 1) indica sensibilizzazione, cioè la presenza nel sangue di IgE dirette contro quell’allergene. Non significa automaticamente che il paziente avrà sintomi al contatto con l’alimento
  • Un risultato negativo (classe 0) rende improbabile un’allergia IgE-mediata verso quell’alimento, ma non la esclude al 100% in situazioni particolari
  • Non esiste una correlazione diretta tra livello di IgE specifiche e gravità della reazione allergica: un paziente con classe 2 può avere reazioni severe, mentre uno con classe 4 potrebbe essere asintomatico
  • Per alcuni alimenti (latte vaccino, uovo, arachide, pesce), la letteratura scientifica ha individuato valori soglia predittivi (decision points) sopra i quali la probabilità di allergia clinica è molto elevata (>95%), riducendo la necessità del test di provocazione orale
  • La diagnostica molecolare (CRD) consente di identificare le singole componenti proteiche verso cui sono dirette le IgE (ad esempio Ara h 2 per l’arachide, Gal d 1 per l’uovo), migliorando la precisione diagnostica e la valutazione del rischio

Il referto va sempre discusso con il medico prescrittore o con lo specialista allergologo. L’autodiagnosi basata sui soli risultati di laboratorio è sconsigliata e potenzialmente fuorviante: potrebbe portare a eliminazioni dietetiche ingiustificate o, al contrario, a sottovalutare rischi reali.

Limiti del RAST test e differenze con i prick test

Il dosaggio delle IgE specifiche presenta vantaggi e limiti che è importante conoscere:

Vantaggi rispetto ai prick test

  • Eseguibile in pazienti con dermatite estesa o dermografismo
  • Non richiede la sospensione degli antistaminici
  • Nessun rischio, per quanto teorico, di reazione allergica durante l’esame
  • Risultati quantitativi e confrontabili nel tempo
  • Eseguibile a qualsiasi età

Limiti

  • Specificità inferiore ai prick test per alcuni allergeni: maggiore rischio di falsi positivi, soprattutto con pannelli estesi e aspecifici
  • Non diagnostica le allergie non IgE-mediate: condizioni come la FPIES (Food Protein-Induced Enterocolitis Syndrome) o le allergie alimentari cellulo-mediate non vengono rilevate
  • Costo superiore ai prick test, soprattutto per pannelli ampi
  • Tempi più lunghi per ottenere il risultato (giorni anziché 15-20 minuti)

Le linee guida EAACI raccomandano i prick test come indagine di primo livello nella diagnostica allergologica, riservando il dosaggio delle IgE specifiche ai casi in cui i test cutanei non siano eseguibili, siano discordanti con la clinica, o sia necessario un monitoraggio quantitativo nel tempo.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra RAST test e dosaggio IgE specifiche?

Il RAST (RadioAllergoSorbent Test) è il nome storico del primo metodo radioimmunologico per dosare le IgE specifiche. Oggi si usano tecniche più moderne (ImmunoCAP, FEIA), ma nel linguaggio comune “RAST test” indica ancora il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue.

Il RAST test è affidabile per diagnosticare le allergie alimentari?

Il dosaggio delle IgE specifiche ha buona sensibilità ma specificità variabile. Un risultato positivo indica sensibilizzazione, non necessariamente allergia clinica. La diagnosi definitiva richiede la correlazione con la storia clinica e, quando indicato, il test di provocazione orale supervisionato dal medico.

Quanto costa il RAST test in Italia?

Con il SSN il ticket è di circa 36,15 € per un pannello standard, con possibilità di esenzione per patologia allergica (codice 007). In privato, il costo varia da 15 a 40 € per singolo allergene e da 80 a 250 € per pannelli multi-allergene.

Bisogna essere a digiuno per il RAST test?

Non è strettamente necessario il digiuno, ma molti laboratori lo richiedono per uniformità con altri esami ematici spesso richiesti contestualmente. Si consiglia di seguire le indicazioni specifiche del laboratorio.

I farmaci antistaminici alterano i risultati delle IgE specifiche?

No. A differenza dei prick test cutanei, il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue non è influenzato dall’assunzione di antistaminici o corticosteroidi. Questo è uno dei vantaggi principali dell’esame ematico.

Il RAST test si può fare ai bambini piccoli?

Sì. Il dosaggio delle IgE specifiche è eseguibile a qualsiasi età, anche nei neonati, ed è particolarmente utile quando i prick test cutanei non sono praticabili, ad esempio in presenza di dermatite atopica estesa o dermografismo.

Cosa significano le classi del RAST test (da 0 a 6)?

La classificazione in classi da 0 a 6 indica livelli crescenti di IgE specifiche nel sangue: classe 0 indica assenza di sensibilizzazione, classi più alte indicano livelli maggiori di anticorpi. Tuttavia, la classe non corrisponde automaticamente alla gravità dei sintomi allergici.

Il RAST test può sostituire i prick test?

Non li sostituisce, ma li integra. Le linee guida EAACI raccomandano i prick test come primo livello diagnostico per la rapidità e il costo contenuto. Le IgE specifiche sono indicate quando i prick test non sono eseguibili o i risultati sono discordanti con la clinica.

Domande frequenti

Il RAST test è affidabile per diagnosticare le allergie alimentari? +
Il dosaggio delle IgE specifiche ha buona sensibilità ma specificità variabile. Un risultato positivo indica sensibilizzazione, non necessariamente allergia clinica. La diagnosi definitiva richiede la correlazione con la storia clinica e, quando indicato, il test di provocazione orale supervisionato dal medico.
Quanto costa il RAST test in Italia? +
Con il SSN il ticket è di circa 36,15 € per un pannello standard, con possibilità di esenzione per patologia allergica (codice 007). In privato, il costo varia da 15 a 40 € per singolo allergene e da 80 a 250 € per pannelli multi-allergene.
Bisogna essere a digiuno per il RAST test? +
Non è strettamente necessario il digiuno, ma molti laboratori lo richiedono per uniformità con altri esami ematici spesso richiesti contestualmente. Si consiglia di seguire le indicazioni specifiche del laboratorio.
I farmaci antistaminici alterano i risultati delle IgE specifiche? +
No. A differenza dei prick test cutanei, il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue non è influenzato dall'assunzione di antistaminici o corticosteroidi. Questo è uno dei vantaggi principali dell'esame ematico.
Il RAST test si può fare ai bambini piccoli? +
Sì. Il dosaggio delle IgE specifiche è eseguibile a qualsiasi età, anche nei neonati, ed è particolarmente utile quando i prick test cutanei non sono praticabili, ad esempio in presenza di dermatite atopica estesa o dermografismo.
Cosa significano le classi del RAST test (da 0 a 6)? +
La classificazione in classi da 0 a 6 indica livelli crescenti di IgE specifiche nel sangue: classe 0 indica assenza di sensibilizzazione, classi più alte indicano livelli maggiori di anticorpi. Tuttavia, la classe non corrisponde automaticamente alla gravità dei sintomi allergici.
Il RAST test può sostituire i prick test? +
Non li sostituisce, ma li integra. Le linee guida EAACI raccomandano i prick test come primo livello diagnostico per la rapidità e il costo contenuto. Le IgE specifiche sono indicate quando i prick test non sono eseguibili o i risultati sono discordanti con la clinica.

Fonti consultate

  1. Allergie alimentari - Ministero della Salute
  2. Allergie e intolleranze alimentari - Istituto Superiore di Sanità
  3. EAACI Guidelines on Allergen Immunotherapy: Food Allergy (2018, aggiornamento 2020)
  4. EAACI Food Allergy and Anaphylaxis Guidelines - Diagnosis and Management (2014)
  5. Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC)